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Al CAAD di Novara il quinto progress meeting del progetto "Force Repair"

FORCE REPAIR (smart and multiFunctional 3D printable prO-Regenerative biologiCal matrix modulating mEchanotRansduction as advancEd theraPy to treAt skIn chRonic wounds) è un progetto di ricerca Horizon finanziato dall'Unione Europea, di cui UPO è partner. Il suo obiettivo è sviluppare una medicazione intelligente e multifunzionale che fornisca un ambiente pro-rigenerativo e stabilità meccanica per il trattamento delle lesioni croniche.

Di Simone Sarasso

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Force Repair
Force Repair

credits © Force Repair

Giovedì 5 e venerdì 6 giugno 2025 si è svolto, presso il CAAD - Centro Interdipartimentale "Centro di Eccellenza per la Ricerca traslazionale sulle Malattie Autoimmuni ed Allergiche" dell'Università del Piemonte Orientale (corso Trieste 15a, Novara), il quinto progress meeting di FORCE REPAIR (smart and multiFunctional 3D printable prO-Regenerative biologiCal matrix modulating mEchanotRansduction as advancEd theraPy to treAt skIn chRonic wounds), progetto di ricerca Horizon finanziato dall'Unione Europea, di cui UPO è partner. 

FORCE REPAIR è finalizzato allo sviluppo di un cerotto innovativo, concepito per promuovere la rigenerazione tissutale delle ferite croniche, contrastare al contempo le infezioni e ridurre l’infiammazione, ovvero i principali fattori responsabili della mancata guarigione. Le CW (Chronic Wound) sono una problematica clinica di particolare rilevanza, soprattutto nei pazienti e nelle pazienti anziani e anziane, diabetici e diabetiche o affetti e affette da patologie vascolari, in cui i normali processi di guarigione sono compromessi.
Il cerotto è disegnato per essere un bendaggio tridimensionale composto da tre strati attivi, ciascuno realizzato con un bioinchiostro specifico e stampato in 3D tramite bioprinting.

Questa tecnologia consente di adattare la forma della medicazione alla geometria della ferita e di organizzare i materiali in modo funzionale per un’azione terapeutica sequenziale. Il primo strato, a diretto contatto con l’ulcera, contiene antibiotici che agiscono immediatamente dopo l’applicazione, contrastando le infezioni e proteggendo la ferita da contaminazioni esterne. È progettato per dissolversi progressivamente, consentendo l’attivazione del secondo strato, il quale, rilasciando agenti antinfiammatori, crea un ambiente favorevole alla guarigione.

Il terzo e ultimo strato, al centro, stimola la rigenerazione del tessuto cutaneo favorendo la crescita cellulare e la riparazione profonda della ferita. A completare il trattamento, una breve esposizione alla luce UV consente di attivare una forza contrattile nei materiali, utile per ridurre la tensione della ferita e accelerarne la chiusura.

Un altro elemento distintivo del cerotto FORCE REPAIR è la sua lunga durata d’azione: progettato per rimanere efficace fino a 15 giorni, riduce la necessità di cambi frequenti e l’intervento infermieristico continuo, migliorando così la gestione clinica e la qualità di vita dei pazienti.

Il progetto coinvolge 15 partner internazionali, tra cui università, centri di ricerca e aziende biotecnologiche. Tra questi, un ruolo chiave è affidato all’Università del Piemonte Orientale, che partecipa con due laboratori dalle competenze complementari. Il laboratorio di Immunomica, diretto Annalisa Chiocchetti, professoressa ordinaria di Patologia generale presso il DISS e Principal Investigator per UPO, è responsabile della caratterizzazione multiomica delle proprietà immunomodulanti del cerotto, e lavora alla supervisione dell'analisi integrata della risposta cellulare e molecolare. Fianco a fianco alla professoressa Chiocchetti lavora il dottor Giuseppe Cappellano, ricercatore presso il il Dipartimento di Scienze della salute.

Oltre a studi in vitro, l’Immunomics lab si occuperà della caratterizzazione dell’infiltrato infiammatorio in biopsie delle ferite, e contribuirà alla validazione preclinica del cerotto, verificandone l’efficacia in condizioni sperimentali controllate. 

«Lavoriamo in questo progetto su due linee. Una è quella di studiare l'effetto antinfettivo dei materiali e delle tecnologie che andiamo a sviluppare. E l'altra è quella di studiarne invece le proprietà antinfiammatorie e prorigenerative» dichiara Lia Rimondini, Direttrice del Dipartimento di Scienze della Salute e leader del gruppo incaricato di studiare le tecnologie antibatteriche insieme ad Andrea Cochis, professore associato di Scienze tecniche mediche e chirurgiche avanzata presso il DISS. «Ci sentiamo coinvolti in una bella avventura da un punto di vista scientifico, che speriamo abbia un impatto reale e concreto sulla salute delle persone».

Il dottor Damien Dupinhead of the Biomaterials Unit presso il  Research Center CIDETEC Nanomedicine di San Sebastián (Spagna) e Project coordinator di FORCE REPAIR, chiosa spendendo parole di plauso per il nostro Ateneo: «Agli studenti e alle studentesse consiglierei di essere sempre curiose e curiosi e di cercare soluzioni. In UPO, con il dovuto commitment, potranno costruire un'ottima carriera nella ricerca e partecipare a progetti europei con un consorzio di primo piano come FORCE REPAIR. Abbiamo 15 partner provenienti da molti paesi europei. È sempre un'ottima opportunità collaborare, approfondire, parlare e lavorare con persone provenienti da contesti diversi e l'Università del Piemonte Orientale è sicuramente uno dei migliori posti in cui farlo».

 

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Allegati

FORCE REPAIR_5th_Progress_Meeting_Agenda_v2.pdf
Documento PDF - 234.88 KB

    Ultima modifica 10 Giugno 2025

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