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Il documentario "Positivɘ" ci insegna a non discriminare i malati di HIV
Il 21 dicembre 2021 il documentario è stato proiettato al "Maggiore della Carità" di Novara
Di Leonardo D'Amico
Data di pubblicazione
Nel 2021 decorrono i 40 anni dalla scoperta del virus dell’HIV, una malattia che oggi colpisce ancora 37 milioni di persone nel mondo. I progressi della ricerca scientifica hanno trasformato quella che era un’infezione mortale in un’infezione cronica con una buona qualità e prospettiva di vita. Ciò che purtroppo non è cambiato in 40 anni è lo stigma sociale subito dai malati che è presente anche negli ambienti sanitari. In un recente studio condotto dalla LILA (Lega Italiana per la Lotta all’AIDS) la metà dei pazienti intervistati ha dichiarato che almeno una volta nella vita si è sentito discriminato in ambiente sanitario tramite atteggiamenti giudicanti, utilizzo di precauzioni non necessarie, rifiuto di prestazioni sanitarie e violazione del diritto alla privacy.
Il documentario “Positivɘ”, diretto da Alessandro Radaelli, attraverso le testimonianze di quattro persone che vivono con l’HIV è stato immaginato per scardinare i luoghi comuni che ancora sono presenti nell’immaginario collettivo e mostrare come oggi chi vive con l’HIV abbia una vita del tutto normale. Le ricerche scientifiche hanno inoltre dimostrato che grazie ai farmaci antiretrovirali chi ha la viremia non rilevabile non trasmette il virus come recita l’assioma U=U (undetectable = untransmittable).
Lo scorso 21 dicembre il documentario “Positivɘ” è stato proiettato presso l'aula magna dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria "Maggiore della Carità" a beneficio degli operatori sanitari, dei medici in formazione specialistica e degli studenti della Scuola di Medicina durante un evento organizzato dai dottori Gabriele Guglielmetti, Ambra Barco e Olivia Bargiacchi.
Ultima modifica 10 Ottobre 2022
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