Logo UPO, Università del Piemonte Orientale
Main content
Argomento
Scienza e Ricerca

Esperimento ALICE: il DISIT contribuisce alle ricerche sulla materia primordiale

L'esperimento studia la materia nucleare nella situazione che esisteva all'inizio dell'universo, cercando di "fondere" protoni e neutroni, portandoli ad altissime densità e temperature. Ogni anno l'acceleratore LHC dedica soltanto qualche settimana a questo tipo di studi, rendendo il mese di novembre un momento di grande attività per tutti i ricercatori di ALICE.

Di Riccardo Rubis Passoni

Data di pubblicazione

La Control room di ALICE nel novembre 2025
La Control room di ALICE nel novembre 2025

credits © 2025 CERN, for the benefit of the ALICE Collaboration

È ufficialmente iniziata presso il CERN di Ginevra la nuova campagna di acquisizione dati dell’esperimento ALICE (A Large Ion Collider Experiment), il progetto internazionale che coinvolge, tra i suoi partner (circa mille scienziati provenienti da 86 istituti di 29 paesi), anche il Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica dell'Università del Piemonte Orientale, con un team di Fisica sperimentale delle interazioni fondamentali e applicazioni composto dal professore ordinario Luciano Ramello, i professori associati Pietro Cortese e Mario Sitta e il ricercatore Nicolò Jacazio.

L'esperimento ALICE è ottimizzato per studiare la materia in condizioni estreme di densità e temperatura. L’obiettivo scientifico primario è la ricreazione e l’analisi del plasma di quark e gluoni (QGP), uno stato della materia che si ritiene abbia permeato l'universo primordiale per pochi milionesimi di secondo dopo il Big Bang.

Con la dichiarazione di "Stable beams" da parte del centro di controllo, il Large Hadron Collider (LHC) ha avviato la fase operativa del 2025 dedicata alle collisioni tra ioni pesanti. Per le prossime tre settimane, l’attività di ricerca si concentrerà sull'analisi delle collisioni piombo-piombo (Pb-Pb) ad altissima energia. All'origine dell'universo, i quark e i gluoni non erano ancora confinati all'interno di protoni e neutroni, ma liberi di muoversi. Attraverso le collisioni frontali di nuclei di piombo a velocità ultra-relativistiche, i ricercatori mirano a "fondere" la materia nucleare per riprodurre tale stato.

La campagna avviata questa settimana proseguirà per tutto il mese, permettendo di raccogliere una vasta mole di dati statistici fondamentali per il confronto con le collisioni protone-protone e per l'approfondimento delle leggi fondamentali che governano la materia.

    Ultima modifica 25 Novembre 2025

    Leggi anche

    Un manoscritto inedito sulle opere biologiche di Aristotele identificato a Vercelli: la scoperta del DISUM pubblicata su Aristotelica

    La scoperta del manoscritto aristotelico da parte di un team di ricerca del DISUM apre nuove prospettive sulla conoscenza delle scienze biologiche nei secoli di attività dell’antica Università di Vercelli (XIII-XIV).

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 03 Agosto 2026

    Un'immagine del manoscritto

    Il miele di coriandolo per rigenerare l’osso umano. Studio UPO cover story della rivista Pharmaceuticals

    Uno studio dell'Università del Piemonte Orientale ha conquistato la cover story della prestigiosa rivista internazionale Pharmaceuticals (MDPI). La ricerca, firmata dai ricercatori del DISIT Simona Martinotti, Elia Ranzato e Gregorio Bonsignore, dimostra come le proprietà molecolari del miele di coriandolo siano in grado di stimolare e accelerare i processi di differenziamento degli osteoblasti umani e di mineralizzazione della matrice ossea attraverso il segnale del calcio intracellulare. Un risultato che apre nuove prospettive nell'ingegneria tissutale e nei biomateriali.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 30 Luglio 2026

    Pharmaceuticals, Volume 19, Issue 7

    Linfoma mantellare: su Journal of Clinical Oncology lo studio UPO che ridisegna il mantenimento clinico

    La rivista Journal of Clinical Oncology ha pubblicato lo studio TRIANGLE sul linfoma mantellare, con il professor Marco Ladetto (UPO) come primo autore. La ricerca dimostra che la combinazione di Ibrutinib e Rituximab rappresenta la strategia di mantenimento clinico ideale per i pazienti affetti da questa grave malattia. Il risultato conferma l’eccellenza scientifica dell’Ateneo, evidenziando il prezioso contributo della giovane assegnista di ricerca dottoressa Rita Tavarozzi.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 30 Luglio 2026

    Journal of Clinical Oncology

    Dichiarare il clima un’emergenza OMS: svolta politica o strumento inadeguato? Su Le Scienze intervista al professor Barone Adesi

    In un’intervista a Le Scienze, il professor Francesco Barone Adesi (DISSTE) analizza la proposta di far dichiarare all’OMS la crisi climatica come Emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC). Finora applicato solo a epidemie infettive, questo status accenderebbe i riflettori politici sulla salute e sbloccherebbe aiuti immediati. Tuttavia, la PHEIC è un meccanismo temporaneo e mal si adatta alla natura strutturale del cambiamento climatico, che necessita invece di risorse stabili, interventi di mitigazione e piani anti-calore a lungo termine.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 22 Luglio 2026

    Crisi climatica ed emergenza sanitaria