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Marianna Moro insignita del premio "Stefania Galesso" per la sua ricerca sul carcinoma mammario
Il riconoscimento è stato attribuito al lavoro svolto dalla dottoressa Moro durante il suo percorso di dottorato in Drug Innovation. La ricerca, pubblicata nel dicembre 2024 sulla rivista scientifica Angiogenesis, si focalizza sulla comprensione dei meccanismi molecolari del tumore al seno e sullo sviluppo di terapie innovative.
Di Stefano Boda
Data di pubblicazione
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In occasione del 65° Congresso Nazionale della Società Italiana di Cancerologia (SIC), svoltosi a Torino dal 3 al 5 dicembre 2025, la ricerca dell'Università del Piemonte Orientale ha ottenuto un significativo riconoscimento. Marianna Moro, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco, è stata infatti insignita del premio intitolato alla memoria di Stefania Galesso.
Il riconoscimento è stato attribuito al lavoro svolto dalla dottoressa Moro durante il suo percorso di dottorato in Drug Innovation. La ricerca, pubblicata nel dicembre 2024 sulla rivista scientifica Angiogenesis, si focalizza sulla comprensione dei meccanismi molecolari del tumore al seno e sullo sviluppo di terapie innovative.
Il cuore del lavoro presentato riguarda il ruolo della proteina nicotinamide fosforibosiltransferasi (NAMPT) nella progressione del carcinoma mammario triplo-negativo, una delle forme più difficili da trattare. Nello studio, Moro e il team di ricerca hanno dimostrato per la prima volta che la forma extracellulare di questa proteina (eNAMPT) agisce come un chemioattrattore, favorendo un aumento dell'angiogenesi (la formazione di nuovi vasi sanguigni) e della metastatizzazione.
In particolare, è stato osservato che eNAMPT guida la formazione di una vascolarizzazione anomala caratterizzata da un'elevata presenza di periciti. La ricerca ha però individuato una possibile strategia di contrasto: l'utilizzo di un anticorpo monoclonale (C269) in grado di neutralizzare NAMPT. Questo approccio si è dimostrato efficace nel ridurre l’angiogenesi tumorale e, come evidenziato da precedenti studi del gruppo di ricerca, capace di modificare il fenotipo dei linfociti T all’interno del tumore, rallentandone la progressione.
Il premio assegnato a Marianna Moro porta con sé un profondo significato umano, legato alla storia di Stefania Galesso, la cui scomparsa ha spinto amici e familiari a sostenere attivamente la ricerca oncologica. Riportiamo di seguito la motivazione che accompagna il premio:
"Ze’….piccolo soprannome che ti accompagna dall’adolescenza e di cui nemmeno tu eri sicura dell’origine, ma che ti ha sempre caratterizzata e che racchiude mille sfaccettature della tua persona: la tua personalità vulcanica ha sempre travolto tutti sin dal primo minuto. Non si poteva fare a meno di ridere con te, sarcastica e sempre con la battuta pronta, tanto che sei riuscita a farlo anche con un filo di voce poche ore prima di lasciarci. Nonostante la spada di Damocle che avevi sulla testa hai sempre dato lezione di vita a tutti noi affrontando le difficoltà con una grinta ed una volontà che crediamo pochi possano avere. Generosa e premurosa, sempre.
Ci piace pensare che tu sia proprio lì dietro l’angolo ad osservarci da lontano e con noi riderai, ti arrabbierai, gioirai e perché no piangerai delle stesse cose come prima. La nostra allargata famiglia sarà sempre con te e a fianco dei tuoi uomini, il tuo amato Teo ed il tuo piccolo adorato Tommy.
Che la forza ed il sorriso con cui hai affrontato le difficoltà siano di insegnamento non solo per chi purtroppo si trova a combattere una battaglia simile, ma anche per chi questa battaglia deve aiutare a vincerla: ricercatori che con passione vogliono dare un contributo nella ricerca sul cancro.
È per questo che la tua famiglia e tutti i tuoi amici sono onorati di dedicare a tuo nome un premio per una ricerca sul tumore al seno, inteso sia come comprensione dei meccanismi molecolari che come sviluppo di nuovi approcci terapeutici, capaci di contrastare quei fenomeni di resistenza che sono purtroppo causa di recidiva e progressione di malattia”.
Il raggiungimento di questo traguardo è stato possibile grazie alla sinergia di un team esperto: Marianna Moro ha infatti condotto la ricerca sotto la guida di Ambra Grolla, professoressa associata di Farmacologia presso il DSF, e di Armando Genazzani, professore ordinario di Farmacologia presso l’Università di Torino, già direttore del DSF, che hanno investito nel progetto e nel percorso della ricercatrice.
Il premio, del valore di 1.500 euro, sottolinea l'eccellenza della ricerca preclinica condotta nel nostro territorio e la sua capacità di tradursi in potenziali nuove strategie terapeutiche per i pazienti.
Ultima modifica 7 Gennaio 2026
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