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Matteo Caramelli: dal dottorato in UPO alla sfida di "Chi vuol essere milionario?"
Dall'Università di Pisa al Piemonte Orientale, il dottorando Matteo Caramelli, ricercatore presso il DISUM nell'ambito delle opere pie nel territorio tra Lucca e la Versilia, è stato protagonista durante l'undicesima puntata del programma "Chi vuol essere milionario?".
Di Riccardo Rubis Passoni
Data di pubblicazione
Matteo Caramelli, dottorando in Ecologia dei sistemi culturali e istituzionali presso il Dipartimento di Studi umanistici, ha partecipato il 15 febbraio 2026 al celebre game show di Canale 5 Chi vuol essere milionario?, aggiudicandosi un premio di 150.000€. Il dottor Caramelli è stato protagonista dell’undicesima puntata del programma condotto da Gerry Scotti, seguita da 1.682.000 spettatori con uno share del 13,6%.
Il dottor Caramelli, formatosi all’Università di Pisa, è approdato a Vercelli a novembre dello scorso anno per sviluppare un progetto di ricerca dal titolo "Risorse ambientali e pratiche della carità. Luoghi pii e comunità tra Lucca e il Granducato". Lo studio si focalizza su come la gestione delle risorse da parte dei luoghi pii di Antico Regime abbia permesso la creazione di comunità nell'area della Versilia e della vicina Repubblica di Lucca e come queste istituzioni dialogassero con i poteri maggiori, quali quello vescovile e statale.
La scelta dell'UPO non è stata casuale: «L’Università del Piemonte Orientale era forse l’unica in Italia a occuparsi in modo specifico di queste tematiche: lo studio della carità, della località e delle opere pie» spiega Caramelli. Fondamentale in questo senso è stata l'attenzione del Dipartimento verso la storia dell'ambiente e delle istituzioni locali, un filone di studi consolidato che rende l'Ateneo un punto di riferimento nazionale. Il percorso di Caramelli si inserisce in una ricca tradizione di studi dell'Ateneo: durante la trasmissione, infatti, il dottorando ha ricordato il professor Angelo Torre, a lungo docente ordinario di Storia moderna presso UPO e coordinatore del Dottorato in Scienze Storiche, il quale ha dedicato la sua carriera all'analisi delle pratiche locali, della religiosità dei laici e della produzione storica dei luoghi.
L'esperienza del dottor Caramelli ha richiesto non solo una solida preparazione trasversale, ma anche una spiccata capacità di ragionamento critico. «Serve certamente una buona dose di fortuna, ma il ragionamento è fondamentale e per imparare a ragionare bisogna innanzitutto essere curiosi» commenta il dottorando, sottolineando come la curiosità e la lettura costante siano gli strumenti principali per affrontare sfide di questo tipo. La vincita ottenuta rappresenta per Caramelli una garanzia di maggiore serenità nel proseguimento del proprio percorso di studi, permettendogli di gestire con più facilità le trasferte tra la Toscana e il Piemonte e di investire con fiducia nel proprio futuro professionale.
Nonostante l’Università del Piemonte Orientale sia un polo di recente fondazione, Caramelli ne sottolinea l’efficienza e la modernità delle strutture: «Si percepisce il fatto che l'Università del Piemonte Orientale ha una fondazione abbastanza recente e, quindi, tutta la sua giovinezza. Qui vedo un’organizzazione con dipartimenti e poli molto nuovi e all'avanguardia». Il dottorando ha rimarcato, inoltre, come la vera attrattiva dell'Ateneo per un ricercatore risieda nella qualità scientifica della ricerca e nella specializzazione dei suoi docenti, elementi che rendono UPO una scelta d'eccellenza.
Matteo Caramelli e Gerry Scotti.png Matteo Caramelli e Gerry Scotti © Mediaset
Ultima modifica 17 Febbraio 2026
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