- Argomento
- Scienza e Ricerca
Oltre la logica del carcere: funzione della pena e superamento del paradigma carcerocentrico
Il 18 maggio il DIGSPES ha ospitato un convegno in cui giuristi, esperti in formazione penitenziaria e uno scrittore con esperienza diretta della detenzione si sono confrontati attorno alla domanda semplice e radicale: a cosa serve punire?
Di Redazione
Data di pubblicazione
credits © UPO
Il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali (DIGSPES) ha ospitato il 18 maggio 2026 a Palazzo Borsalino il convegno "Perché punire? La funzione della pena e il commiato dalla logica carcerocentrica".
I lavori sono stati aperti da Giorgio Barberis, direttore del DIGSPES e moderati dal professor Alessandro Provera, docente di Diritto penale presso UPO. L'iniziativa ha permesso di esplorare e ridiscutere il senso profondo della sanzione penale, stimolando una riflessione critica che superi il tradizionale binomio tra reato e reclusione contenitiva. L'obiettivo principale è stato promuovere un commiato dalla logica carcerocentrica a favore di modelli capaci di coniugare la certezza della risposta sanzionatoria con la reale funzione rieducativa e di reinserimento sociale.
Diverse sensibilità accademiche ed esperienziali hanno delineato un nuovo orizzonte del diritto penale liberale, articolandosi attorno a tre concetti chiave.
Le riflessioni del professor Alessandro Provera hanno affrontato il paradigma della giustizia riparativa: un approccio dalle origini antiche che sposta il focus sul rapporto tra vittima e autore del reato, mirando alla ricomposizione della frattura sociale. Tale modello, ha poi sottolineato il professor Luciano Eusebi, evidenzia l'importanza di superare la logica retributiva spostando l'accento dalla mera punizione-corrispettivo verso una visione "progettuale" in risposta al reato, capace di guardare al futuro e offrire al reo reali opportunità di revisione critica.
Una lettura profondamente diversa da quelle tradizionali è stata proposta dalla testimonianza dello scrittore Vincenzo Fagone, autore del testo “Il carcere… una cosa meravigliosa”. Nel contributo ha raccontato che, nonostante il dolore e l'inevitabile sofferenza legati alla pena, egli abbia cercato e trovato qualcosa di buono e di formativo in quel percorso. Una narrazione biografica ulteriormente valorizzata dall'analisi del professor Pierfrancesco Arces, referente per la formazione universitaria nei penitenziari, e dalle riflessioni del dottor Riccardo Battistoni, che hanno contestualizzato l'esperienza dello scrittore all'interno dei percorsi di studio istituzionali.
Ultima modifica 20 Maggio 2026
Leggi anche
Due giovani ricercatori UPO premiati al meeting dell’Interuniversity Institute of Myology
Hajar Meskine e Tommaso Raiteri si sono aggiudicati ex aequo il primo premio per il miglior poster. I loro studi indagano gli effetti della dieta occidentale sul benessere muscolare e possibili strategie nutrizionali per contrastarli
- Argomento
- Scienza e Ricerca
Data di pubblicazione 16 Settembre 2026
Colangite biliare primitiva: UPO in prima linea dalla ricerca alla cura
La professoressa Cristina Rigamonti protagonista della campagna “All the Feelings with PBC”. Tra le iniziative, un progetto internazionale sulla malattia avanzata e un programma di screening per favorire la diagnosi precoce.
- Argomento
- Scienza e Ricerca
Data di pubblicazione 15 Settembre 2026
Hackathon Talenti STEM per l’Innovazione Sociale: quando tecnologie e sguardo sociale rispondono alle sfide del futuro
Rivolto a studenti delle Università e degli ITS della Lombardia e delle province di Novara e del VCO, l'Hackathon consente l'opportunità di presentare i progetti a esperti del Terzo Settore.
Le iscrizioni si chiuderanno 19 ottobre, con l'evento finale, dieci giorni più tardi, presso il MIND Milano Innovation District.
- Argomento
- Scienza e Ricerca
Data di pubblicazione 15 Settembre 2026
Ricerca internazionale e formazione d'eccellenza: l'Università del Piemonte Orientale protagonista della Summer School PROSTAMET
L'evento ha visto un forte coinvolgimento dell'Università del Piemonte Orientale, grazie all'impegno organizzativo di Davide Ferraris, professore associato di Biochimica presso il Dipartimento di Scienze del farmaco. La Summer School si inserisce all'interno delle attività del Marie-Curie Training Network, un'iniziativa di eccellenza finanziata dall'Unione Europea.
- Argomento
- Scienza e Ricerca
Data di pubblicazione 15 Settembre 2026