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Il report di Emergency-Crimedim racconta le difficoltà di accesso alle cure di emergenza e chirurgiche in Afghanistan
È online il nuovo report “Access to Emergency, Critical, and Operative Care in Afghanistan” nato dalla collaborazione tra Crimedim ed Emergency con l’obiettivo di esplorare le prospettive di pazienti e operatori sanitari sull’accesso, la qualità e l’erogazione delle cure d’urgenza in Afghanistan. Lo studio, consultabile integralmente, ha coinvolto oltre 1600 persone in 11 province afghane.
Di Leonardo D'Amico
Data di pubblicazione
credits © FrancescoPistilli/Emergency
È disponibile online il nuovo report “Access to Emergency, Critical, and Operative Care in Afghanistan” nato con l’obiettivo di esplorare le prospettive di pazienti e operatori sanitari sull’accesso, la qualità e l’erogazione delle cure d’urgenza in Afghanistan. Frutto della collaborazione tra CRIMEDIM ed EMERGENCY, lo studio ha coinvolto oltre 1600 persone in 11 province afghane, adottando un approccio a metodi misti che ha incluso questionari anonimi a pazienti e membri dello staff di EMERGENCY in venti cliniche di EMERGENCY, interviste ai direttori e ai primari di chirurgia e ginecologia, valutazioni delle risorse ospedaliere tramite una checklist validata.
Nei mesi di settembre e ottobre 2024, i ricercatori di CRIMEDIM Martina Valente e Paolo Rodi hanno raccolto i dati e condotto le interviste nel corso di una missione di ricerca sul campo in Afghanistan, insieme a Ilaria Mencattini, Training Programs - Organization and Development Officer di EMERGENCY. Oltre a loro, il gruppo di lavoro include Alessandro Lamberti, Primary Health Care Focal Point di EMERGENCY e Francesca Bocchini, Advocacy Manager di EMERGENCY.
La ricerca si è svolta in un contesto segnato da un sistema sanitario fragile, compromesso da decenni di conflitti, che costringe molti afghani a superare quotidianamente ostacoli per accedere a cure essenziali. Il report si conclude con 10 raccomandazioni operative per rafforzare il sistema sanitario e promuovere un accesso più equo, sicuro e sostenibile ai servizi d’emergenza e chirurgici.
I risultati mettono in luce gravi carenze nella consapevolezza dei bisogni di salute, nella qualità dell’assistenza, nella formazione del personale e nella disponibilità di trasporti sanitari adeguati. Molti pazienti non riconoscono i segnali d’allarme né sanno dove rivolgersi per ricevere assistenza. Come racconta un primario chirurgo di Kabul: «Le persone non hanno informazioni su cosa siano certi sintomi o su dove dovrebbero andare. Così si rivolgono al farmacista, che agisce per interesse economico. Dà qualcosa, ma poi la situazione si complica e i pazienti arrivano in ospedale. […] Abbiamo anche questi ‘dottori’ che non sono veri medici, ma si comportano come tali.»
Queste dinamiche generano ritardi critici, aggravando il decorso clinico di molte emergenze. Il report denuncia inoltre le forti barriere economiche, che costringono molti pazienti a posticipare le cure, vendere beni o indebitarsi per accedere ai servizi. A ciò si aggiungono i ritardi nei trasferimenti in ambulanza, la frammentazione tra i diversi livelli di cura e la carenza di comunicazione tra strutture, fattori che compromettono la continuità dell’assistenza, soprattutto nei casi più gravi.
Per chi desidera approfondire questi temi e comprendere le dieci raccomandazioni formulate per rafforzare il sistema sanitario afghano, il report completo è disponibile online.
Allegati
-
EMERGENCYs-Report_Access-to-ECO-Care-in-Afghanistan_June-2025.pdf
- Documento PDF - 8.1 MB
Ultima modifica 2 Luglio 2025
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