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Sanità digitale e telemedicina: Novara diventa il cuore dell’innovazione
Oltre 400 partecipanti al convegno sul futuro dell’assistenza medica e Intelligenza Artificiale. L’incontro, ideato da Alessandro Stecco, ha evidenziato come le nuove tecnologie non debbano essere considerate semplici strumenti tecnici, ma pilastri di una trasformazione culturale che mette la persona e la continuità di cura al primo posto.
Di Stefano Boda
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credits © Archivio UPO
Giovedì 18 dicembre 2025 si è concluso con successo a Novara, presso l’Auditorium “Cattaneo” dell’Università del Piemonte Orientale, il convegno “Il paziente al centro nell’ecosistema di sanità digitale e telemedicina”, un evento di rilievo nazionale che ha riunito esperti, decisori politici e vertici della sanità piemontese per delineare il futuro dell’assistenza medica.
L’evento ha coinvolto oltre 50 esperti e relatori e ha registrato la partecipazione di più di 160 persone in presenza e più di 230 visualizzazioni in diretta streaming, a testimonianza del forte interesse suscitato sia in ambito accademico sia professionale.
I temi principali hanno spaziato dall’evoluzione normativa e infrastrutturale — come l’attuazione dell’AI Act e lo sviluppo dell’ecosistema dei dati sanitari — fino alle applicazioni pratiche della telemedicina in specifici ambiti clinici, tra cui prevenzione, promozione della salute, neuroimaging dello stroke e riabilitazione. Il programma si è articolato in diverse sessioni, includendo tavole rotonde con legislatori, keynote speech di esperti accademici e professionisti della sanità, nonché la presentazione di case study innovativi, ponendo il paziente al centro del processo di digitalizzazione sanitaria.
L’incontro, ideato da Alessandro Stecco, professore associato di Diagnostica per immagini presso il Dipartimento di Medicina traslazionale, e fondatore e direttore del Centro Studi UPO Telemed, insieme al Consiglio Direttivo del Centro Studi e all’ecosistema NODES “Nord Ovest Digitale e Sostenibile”, ha evidenziato come le nuove tecnologie non debbano essere considerate semplici strumenti tecnici, ma pilastri di una trasformazione culturale che mette la persona e la continuità di cura al primo posto.
Dopo i saluti del presidente della Scuola di Medicina Renzo Boldorini – che ha portato i saluti del Magnifico Rettore Menico Rizzi –, l’assessore regionale all’Intelligenza artificiale, Innovazione, Ricerca e Servizi digitali per cittadini e imprese Matteo Marnati ha sottolineato come il Piemonte stia investendo massicciamente nell’innovazione, con circa l’80% del bilancio regionale destinato alla sanità. Marnati ha ricordato l’accelerazione impressa dal Covid-19, che ha portato l’uso del Fascicolo Socio-Sanitario dall’1% della popolazione a un utilizzo generalizzato, cambiando radicalmente il paradigma della medicina di prossimità. Anche l’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha confermato l’impegno della Regione con un investimento di 39 milioni di euro per rendere la telemedicina una componente strutturale del sistema entro il 2026, garantendo equità d’accesso anche nelle aree rurali e montane.
«La sfida è il governo della tecnologia», ha ribadito l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Novara Teresa Armenti, affinché i medici rimangano uomini di scienza e non meri utilizzatori di strumenti. Il presidente della Commissione Welfare della Regione Lombardia Emanuele Monti, Board di AIFA, è intervenuto portando l’attenzione allo “sviluppo delle competenze e della formazione nel personale sanitario e nei percorsi accademici sui temi dell’IA e della Telemedicina”.
Uno dei temi centrali del convegno è stato il ruolo dell’Intelligenza Artificiale insieme alla Telemedicina. Il tavolo delle istituzioni è stato coordinato dal presidente di FederSanità ANCI Piemonte Carlo Picco e dal commissario all’IRCCS dell’AOU AL e direttore del DAIRI Antonio Maconi. Attraverso gli interventi del vicepresidente vicario FIASO Paolo Petralia e dei direttori generali delle ASL e delle Aziende Ospedaliere — tra cui Marco Ricci (ASL VC), Davide Minniti (AOU San Luigi) e Francesco Cattel (ASL VCO), preceduti dai saluti di Stefano Scarpetta (AOU “Maggiore della Carità”) e Angelo Penna (ASL Novara) — è stato chiarito che l’IA deve essere un supporto decisionale per sopperire alla carenza di personale e migliorare l’efficacia delle cure, senza mai sostituire il giudizio e l’etica umana.
Mauro Moruzzi, uno dei maggiori esperti italiani di e-Health, e gli esperti dell’Authority per la Privacy hanno discusso l’importanza dell’Ecosistema Dati Sanitari e dello Spazio Europeo dei Dati, sottolineando la necessità di proteggere la sicurezza informatica e la dignità del paziente in un mondo in cui una cartella clinica può essere oggetto di compravendita illegale nel dark web.
L’evento ha confermato che la sanità del futuro non è fantascienza, ma una realtà fatta di modelli organizzativi abilitati dal digitale. Come sottolineato da Sergio Pillon, curare con i dati significa passare da una medicina reattiva a una presa in carico proattiva, riducendo le liste d’attesa e portando l’ospedale il più vicino possibile a casa del paziente. Federica Riccio di Azienda Zero ha esposto il quadro normativo nazionale e regionale inerente alla telemedicina.
Durante il convegno sono stati presentati casi concreti di applicazione clinico-assistenziale all’interno di tavoli tematici moderati da Alessandro Stecco e Domenico D’Amario:
• Imaging, Stroke e Neuroimaging. Carlotta Cattaneo, Anna Colarieti e Mauro Bergui hanno analizzato i nuovi modelli organizzativi e le applicazioni dell’IA nel campo dell’imaging. In particolare, è stato evidenziato il modello piemontese per l’ictus, che già oggi permette la condivisione di immagini diagnostiche in tempo reale tra ospedali “Spoke” e “Hub”, riducendo drasticamente i tempi di intervento.
• Teleriabilitazione, Cardiologia e Cronicità. Gli interventi di Massimiliano Panella, Alberto Dal Molin e Marco Invernizzi hanno illustrato progetti all'avanguardia come le piattaforme Tincare, Intercoach e la Lifestyle Medicine. Il focus si è concentrato sulla teleriabilitazione, sul monitoraggio domiciliare dei pazienti fragili o con scompenso cardiaco e sull’uso della realtà virtuale per la formazione medica.
• Digital Pathology. Pietro Presti ha esposto i vantaggi della digitalizzazione dei vetrini istologici per consulti a distanza e seconde opinioni, sottolineando il ruolo pionieristico dei centri di Biella e Vercelli.
L’approfondimento è proseguito esplorando diversi ambiti trasversali attraverso sessioni dedicate: la dimensione informatico-tecnologica è stata discussa in una tavola rotonda coordinata da Alessio Bottrighi, mentre gli aspetti giuridici e le normative di settore sono stati analizzati nella sessione guidata da Bianca Gardella Tedeschi. Il focus si è poi spostato sulla prospettiva antropologica e territoriale, con un confronto sulla gestione della cronicità e sulle sfide delle aree di confine coordinato da Davide Porporato e Vincenzo Cantaluppi. Infine, il ruolo della Telemedicina nei setting della ricerca è stato illustrato da Marco Bosio, membro della segreteria scientifica dell’evento ed esperto affiliato al Centro Studi UPO Telemed.
L’evento si è svolto con il patrocinio dell’AOU “Maggiore della Carità” di Novara, della Città di Novara, di FederSanità ANCI Piemonte, della Regione Piemonte e degli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Novara e di Vercelli, rappresentati dai rispettivi presidenti Federico D’Andrea e Germano Scarrone, che hanno portato i saluti istituzionali. La registrazione integrale dell’incontro rimane consultabile sulla pagina YouTube di Ateneo.
Ultima modifica 7 Gennaio 2026
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