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La professoressa Flavia Artizzu al primo Stakeholder Event del progetto europeo ARTEMIS
Nel corso del primo Stakeholder Event del progetto EIC Pathfinder ARTEMIS, la professoressa Flavia Artizzu ha illustrato le potenzialità dell'approccio molecolare "bottom-up" per rendere le tecnologie quantistiche più accessibili e trasferibili al di fuori dei laboratori di ricerca, favorendo al contempo la progettazione di dispositivi sustainable-by-design.
Di Paola Brullo
Data di pubblicazione
credits © UPO
Il 23 giugno, a Roma, nella cornice del Salone degli Arazzi della storica sede centrale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), si è tenuto il primo Stakeholder Event del progetto ARTEMIS - "Molecular Materials for On-Chip Integrated Quantum Light Sources".
Il progetto ARTEMIS, che vede UPO tra le nove istituzioni europee impegnate nel progetto, è un'iniziativa finanziata dal programma europeo EIC Pathfinder che ha l’obiettivo di sviluppare materiali metallorganici innovativi per sostituire i tradizionali cristalli inorganici, permettendo l'integrazione diretta di fonti di luce quantistica (singoli fotoni e fotoni entangled) su chip miniaturizzati.
All'evento della scorsa settimana, durato un’intera giornata, hanno partecipato numerosi accademici, rappresentanti delle imprese e degli organi governativi. Tra i relatori, anche Flavia Artizzu, docente di Chimica generale e inorganica del DISSTE e coordinatrice delle attività di ricerca dell’unità UPO. La professoressa ha presentato un intervento dal titolo 'Molecular Materials for Integrated Quantum Light Sources', volto a illustrare come l'approccio molecolare 'bottom-up' rappresenti una soluzione concreta per l'implementazione delle tecnologie quantistiche al di fuori del laboratorio, promuovendo inoltre la progettazione di dispositivi sustainable-by-design.
Allegati
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Artemis Quantum Project - agenda v1.2.pdf
- Documento PDF - 2.31 MB
Ultima modifica 29 Giugno 2026
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