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Diritto, archeologia e storia: un volume sul reimpiego dei materiali dall’antichità al Medioevo
Il volume Aedificia demoliri et marmora detrahere approfondisce le norme e le pratiche di spoglio e reimpiego dei materiali architettonici dall’età romana al Medioevo. Curato anche dalla professoressa del DISUM Eleonora Destefanis, nasce dal progetto PRIN PNRR 2022 «Pierres errantes» e valorizza il dialogo tra archeologia, storia e diritto.
Di Paola Brullo
Data di pubblicazione
Come venivano recuperati e riutilizzati i materiali provenienti da edifici e monumenti antichi? Quali disposizioni giuridiche disciplinavano la demolizione delle costruzioni e il trasferimento di elementi architettonici da un edificio all’altro? A questi temi è dedicato il volume Aedificia demoliri et marmora detrahere. Reimpiegare a norma di legge. La pratica dello spoglio e del reimpiego nel diritto romano e medievale, pubblicato da LED Edizioni.
L’opera è curata da Eleonora Destefanis, docente di Archeologia tardoantica e medievale di UPO, Maria Elena Gorrini, docente di Archeologia classica all’Università di Pavia, e Paola Biavaschi, docente di Diritto romano all’Università dell’Insubria. Il volume raccoglie i contributi di 14 studiosi e propone un percorso di ricerca che mette in relazione archeologia, storia e diritto per approfondire un fenomeno centrale nella storia delle città e nella trasmissione del patrimonio monumentale.
Lo spoglio e il reimpiego di materiali edilizi, come marmi, colonne e capitelli, hanno accompagnato le trasformazioni degli insediamenti urbani dall’età romana al Medioevo. Queste pratiche non possono essere ricondotte esclusivamente alla necessità di risparmiare risorse o alla perdita di prestigio degli edifici originari: rispondono anche a esigenze costruttive e amministrative e si inseriscono in contesti normativi, politici e culturali differenti. Comprendere chi avesse il potere di autorizzare demolizioni e recuperi, e quali vincoli fossero previsti per tutelare gli edifici e il decoro delle città, consente quindi di ricostruire un aspetto significativo dell’organizzazione delle società del passato.
Attraverso il confronto tra fonti giuridiche, documentazione storica e testimonianze archeologiche, i saggi ricostruiscono l’evoluzione delle regole che hanno disciplinato l’asportazione e il riutilizzo dei materiali architettonici. L’approccio interdisciplinare permette così di considerare il reimpiego non soltanto come una tecnica edilizia, ma anche come una pratica che riflette i rapporti tra istituzioni, comunità e patrimonio costruito.
La pubblicazione si inserisce nelle attività di ricerca del progetto PRIN PNRR 2022 «Pierres errantes. Stones’ Journeys from Classical Antiquity to Middle Ages, from Eastern Mediterranean to the Alps», al quale partecipano l’Università di Pavia, l’Università del Piemonte Orientale e l’Accademia di Belle Arti di Brera. Il progetto indaga i percorsi e le trasformazioni dei materiali lapidei tra l’antichità classica e il Medioevo, in un’area geografica che si estende dal Mediterraneo orientale all’arco alpino.
I temi affrontati nel volume offrono anche spunti di riflessione per il presente: il rapporto tra riuso, conservazione e trasformazione del patrimonio culturale richiama infatti questioni ancora centrali nelle politiche di tutela e valorizzazione dei beni storici.
Il volume è consultabile online sul sito dell’editore LED. Le copie a stampa saranno disponibili dal 30 ottobre 2026.
Ultima modifica 13 Ottobre 2026
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