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Studiare Medicina e Chirurgia all’UPO funziona. Nei dati ANVUR laureate e laureati soddisfatti che si distinguono nell’ingresso alle scuole di specializzazione
L’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario ha esaminato i dati nazionali degli ultimi dieci anni accademici. UPO laurea ottimi medici, soddisfatti del loro percorso e pronti a fare ingresso nel Sistema Sanitario Nazionale. Il Focus è stato presentato il 20 giugno 2024 a Roma presso la Camera dei Deputati.
Di Leonardo D'Amico
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credits © AdobeStock/UPO
L’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha recentemente presentato presso la Camera dei Deputati, a Roma, i dati che compongono il Focus 2023 sulla formazione di Area Medica in Italia. Questo rapporto offre una panoramica dettagliata del percorso formativo medico, dall’accesso ai corsi di laurea fino alle scuole di specializzazione. L’ANVUR, nell’ambito delle sue attività di studio e valutazione, ha raccolto una vasta quantità di informazioni, ha messo a confronto il sistema italiano con alcune realtà europee paragonabili e ha reso disponibili dati che provengono da banche dati ministeriali e dal Consorzio AlmaLaurea, che annualmente raccoglie le opinioni, i dati occupazionali e il grado di soddisfazione di chi si laurea in Italia.
Il Focus è stato introdotto dal presidente ANVUR Antonio Felice Uricchio e dal direttore di ANVUR Daniele Livon. Il professor Menico Rizzi, rettore-eletto dell’Università del Piemonte Orientale, già consigliere dell’ANVUR e referente per il settore della Sanità, ne ha illustrato la metodologia e i contenuti di analisi. All’evento presso la Camera dei Deputati hanno preso parte il rettore di UPO Gian Carlo Avanzi e la direttrice generale di UPO Loredana Segreto.
I dati ANVUR restituiscono una fotografia del sistema universitario italiano per ciò che riguarda la formazione di chi si iscrive al corso sessennale di Medicina e Chirurgia, percorso formativo sempre presente anche all’Università del Piemonte Orientale nel polo formativo di Novara e, dall’anno accademico 2018/19, anche in quello di Alessandria. L’UPO ha 1.198 iscritte/i a Medicina e Chirurgia e mette attualmente a disposizione complessivamente 230 posti tra Novara (130) e Alessandria (100), più del doppio rispetto ai 100 disponibili nell’anno 2013/14.
Il Focus ANVUR mette in evidenza che nelle sedi delle regioni del Nord-Ovest è decisamente maggioritaria (84,5%) l’immatricolazione ai corsi di Medicina e Chirurgia di studentesse e studenti con residenza nello stesso ambito territoriale. Nel caso di UPO il dato arriva al 96,3% di iscritti che sono residenti nella stessa area geografica. Sebbene sia ancora molto il lavoro da compiere in termini di attrattività del territorio – solo il 48% di chi fa il test di accesso indica UPO come prima opzione –, i dati che riguardano la qualità della formazione dei laureati mettono in evidenza l’ottima preparazione di chi ottiene il titolo all’UPO: il punteggio medio ottenuto dei laureati UPO partecipanti alla prova nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione, infatti, è stato di 89,3 (la media nazionale è ferma a 83,2) nell’anno 2022/23, nonostante un voto medio di laurea inferiore a quello della media nazionale (UPO 106,5, Italia 108,1). Proprio l’incrocio tra questi due dati colloca l’UPO tra gli atenei che formano laureati che ottengono punteggi superiori alla media alla prova nazionale ma con voti di laurea inferiori alla media.
Sono molto buoni anche i dati che misurano il grado di soddisfazione dei laureati UPO in Medicina e Chirurgia. L’88% di loro si dichiara decisamente soddisfatta/ o soddisfatta/o dell’esperienza formativa (la percentuale sale al 91,8% tra chi è iscritta/o a una Scuola di Specializzazione) e il 72,8% si iscriverebbe nuovamente all’Università del Piemonte Orientale.
«I dati che ANVUR mette in evidenza ci restituiscono un’immagine fedele del nostro sistema formativo in ambito sanitario – ha detto il Rettore Gian Carlo Avanzi a margine della presentazione – e mettono in risalto l’ottimo risultato di UPO in termini di soddisfazione dei nostri laureati. A livello nazionale occorre fare ancora molto per garantire maggiore copertura dei contratti di specializzazione, anche a causa della forte concorrenza del settore libero-professionale e delle opportunità di carriera che i nostri laureati hanno all’estero. Tuttavia, voglio sottolineare come il Focus ANVUR certifichi senza dubbio la qualità complessiva del percorso formativo che gli studenti possono fare all’UPO; studiare qui è un po’ più difficile ma garantisce a laureate e laureati più strumenti per affrontare al meglio la sfida delle specialità. Da professionista nell’ambito dell’assistenza sanitaria non posso che essere orgoglioso della crescita del nostro corso sessennale di Medicina e Chirurgia e della forte integrazione con gli ospedali del territorio che offriamo alle nostre iscritte e ai nostri iscritti.»
Il Piemonte, con soli 3 corsi di laurea in Medicina e Chirurgia attivi, si conferma tra le regioni con il minor numero di sedi formative, molto al di sotto di realtà come la Lombardia (14), l’Emilia-Romagna (8), il Lazio (17) o la Sicilia (9). Dopo una fase di riduzione che ha raggiunto il suo livello minimo nell’a.a. 2017/18 con poco più di 9,7 mila posti programmati a livello nazionale, dall’anno 2018/19 si è assistito a un forte incremento nella programmazione nazionale che nel 2023/24 ha raggiunto il numero complessivo di circa 19,5 mila posti, di cui 16,9 mila per i corsi di Medicina in lingua italiana e 2,6 mila per quelli in lingua inglese.
Nel confronto con i principali Paesi OCSE, si legge nel focus ANVUR, l’Italia risulta per l’anno 2021 quella con il più alto numero di laureati in Medicina (10.700) e con il più alto rapporto tra questi e la popolazione (18,2 laureati ogni 100 mila abitanti). Decisamente diverso il confronto fra Paesi se si considera il numero di infermieri. In Italia ogni 1.000 abitanti ve ne sono 6,4, quota simile a quella della Spagna (6,3) ma molto al di sotto del Regno Unito (8,7), della Francia (9,7) e, soprattutto, della Germania (12).
«Il rapporto ANVUR – ha aggiunto il rettore Avanzi durante il suo intervento alla Camera – fa finalmente chiarezza sui dati reali in un momento in cui si discute molto sulla necessità di ridurre o addirittura abolire il numero programmato per l’accesso a Medicina. Questi dati, anche nel confronto con l’estero, ci dicono che i medici non mancano; manca, semmai, la propensione verso determinati percorsi di specializzazione, come per esempio quello di medicina in emergenza-urgenza, aspetto che dovrebbe essere utile alla politica e ai decisori pubblici per valutare le scelte future.»
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Ultima modifica 10 Luglio 2024
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