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Orizzonti Mediterranei: la missione istituzionale dell’UPO in Marocco tra diplomazia, ricerca e futuro
Dal 10 al 15 aprile una delegazione dell’Università del Piemonte Orientale, guidata dal Rettore Menico Rizzi, ha visitato il Regno del Marocco per consolidare ponti accademici e rispondere alle sfide educative e professionali che accomunano le due sponde del Mediterraneo. Gli incontri bilaterali hanno riguardato l’Ambasciata italiana a Rabat e hanno coinvolto i vertici dei principali centri d'eccellenza del Paese (Internationale di Rabat e Mohammed V di Rabat, Hassan I di Settat, Hassan II di Casablanca), ricevendo ovunque un'accoglienza di altissimo profilo.
Di Redazione
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credits © UPO/Archivio di Ateneo
In giornate inondate di luce, mentre lo skyline di Rabat celebrava l'inaugurazione della nuova torre Mohammed VI, la più alta d'Africa — simbolo di un Paese in piena e straordinaria espansione — l’Università del Piemonte Orientale ha segnato una tappa importante nel suo percorso di internazionalizzazione. Dal 10 al 15 aprile una delegazione guidata dal Rettore, professor Menico Rizzi, ha visitato il Regno del Marocco per consolidare ponti accademici e rispondere alle sfide educative e professionali che accomunano le due sponde del Mediterraneo.
Insieme al Rettore, la delegazione ha visto la partecipazione del professor Gianluca Gaidano, Prorettore, del professor Luca Ragazzoni, delegato per gli affari e la cooperazione internazionale, del dottor Paolo Pomati, responsabile dello Staff del Rettore e Comunicazione e della dottoressa Mounya Allali, referente del Rettore per i rapporti con il mondo arabo.
Il pilastro diplomatico: l’incontro in Ambasciata
Il cuore politico della missione è stato l’incontro a Rabat con S.E. l’Ambasciatore Pasquale Salzano, figura chiave che ha contribuito alla genesi di quello che oggi è il Piano Mattei per l’Africa. All’incontro hanno partecipato anche il Vice-Capo Missione dott. Marco Leone e la dott.ssa Gessica Ferrero, referente dei programmi di cooperazione. Il confronto ha confermato la visione dell’UPO come "capofila dell'innovazione": l’Ambasciatore ha spronato l’Ateneo a "pensare in grande", proponendo la creazione di cordate universitarie strategiche.
Tra i punti cruciali, UPO ha assunto l’impegno concreto di potenziare l’insegnamento della lingua italiana alle studentesse e agli studenti marocchine/i, garantendo loro un inserimento accademico d'eccellenza e di sfruttare le sinergie tra Italia e Marocco per progetti formativi, sanitari e paritari con l’accesso, oltre ai fondi del Piano Mattei, anche ai finanziamenti previsti dalla partnership AU-EU (African Union-European Union) nell’ambito dell’External Action dell’UE.
Il "Grand Tour" accademico tra eccellenza e innovazione
La missione ha toccato i principali centri d'eccellenza del Paese, ricevendo ovunque un'accoglienza di altissimo profilo: pressoché l’intero Conseil alla Hassan II di Casablanca, guidato dal Rettore prof. Houssine Azeddoug; una selezione di doyen alla Internationale di Rabat, con il Rettore prof. Noureddine Mouaddib; numerosi professori della Mohammed V di Rabat, tra cui Ismail Kassou, prorettore per la ricerca, e Abdellatif Kidai, decano di Scienze dell’Educazione, già venuti in Rettorato a Vercelli per la firma della prima convenzione. Il rettore della Hassan I di Settat, Moukrim Abdellatif, e il prorettore Abdelali Ider hanno incontrato la delegazione UPO a una cena di lavoro a Rabat.
Definita “l'università innovativa”, l’UIR ha impressionato per il suo campus d’avanguardia e la sua proiezione internazionale (seconda in Marocco secondo il THE Ranking). Con i suoi laboratori d'eccellenza e il focus su energie rinnovabili e aerospazio, rappresenta il partner ideale per lo scambio di best practice su temi di ricerca e di formazione molto cari a UPO. Qui è stato siglato un Accordo quadro di cooperazione culturale che prevede lo scambio di docenti, ricercatori e studenti, la collaborazione nella ricerca e lo sviluppo di double degree. La convenzione, di durata quinquennale, intende naturalmente portare avanti l’International Master in Religion, Politics and Global Society, giunto alla quinta edizione: il punto di partenza da cui ha avuto inizio la nostra intesa con il Marocco.
La UM5 di Rabat è la più antica e prestigiosa università moderna del Paese, fondata nel 1958: un gigante accademico (oltre 90 mila iscritti), che spazia dalle scienze dell’educazione alla Medicina e alla Farmacia, fondamentale per consolidare la ricerca scientifica di alto livello.
La UH2C è una realtà monumentale con 140 mila studenti. Anche qui il dialogo si è concentrato sulla scuola di Medicina e sulle professioni sanitarie, con l’obiettivo di creare percorsi formativi comuni per rispondere alla carenza di personale sanitario che affligge la nostra regione, integrando formazione e ricerca clinica.
La UH1 di Settat, infine, è il luogo dove si solidifica il ponte culturale verso il Marocco. A inizio aprile ha ospitato la conferenza internazionale Migration in Times of Crisis: Legal Insights and Humanitarian Challenges, cui hanno partecipato i professori Roberto Mazzola, anima storica del progetto PRIMED da cui è partito il Master, il professor Daniele Ferrari (DIGSPES) e la prof.ssa Irene Ponzo, del Centro Interdisciplinare UPO MiDiS.
Il ponte umano: da Tangeri al futuro
Con 455 studentesse e studenti marocchine/i già iscritti all'UPO, la missione ha affrontato temi pratici come la semplificazione dei flussi e il rafforzamento delle certificazioni linguistiche, in sinergia con l’Ambasciata e con il Consolato Generale di Casablanca.
Il valore umano della cooperazione è emerso con forza a Tangeri, dove le acque del Mediterraneo si mescolano con quelle atlantiche, e dove la delegazione UPO ha incontrato Adam El Ghordaaf, un Alumnus del Master, oggi imprenditore e mediatore culturale di successo, simbolo tangibile di come la formazione d'eccellenza possa creare leader capaci di unire i due Paesi.
Le impressioni raccolte sono quelle di un Marocco aperto, stabile, pulito, ordinato e caratterizzato da una popolazione giovanissima. Dalle infrastrutture sportive d'avanguardia dell'UIR alla vitalità di città come Rabat, Tangeri e Casablanca, il Marocco si conferma un partner naturale per l’Ateneo.
«Abbiamo trovato partner che vedono in noi un punto di riferimento in Europa», è il commento del Rettore prof. Rizzi. «Il ponte è gettato: ora si tratta di percorrerlo insieme, con la consapevolezza che il futuro del Mediterraneo passa per l'istruzione e per la ricerca condivisa.»
Ultima modifica 16 Aprile 2026
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