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Il ruolo dell’infermiere di famiglia e comunità in una società sempre più anziana

L'invecchiamo della popolazione rappresenta un fenomeno senza precedenti nella storia umana e ha un impatto pervasivo su tutti i settori. Il progetto Age-It, di cui UPO è partner, affronta il tema dell'invecchiamento con un approccio transdisciplinare. Il convegno "L'assistenza infermieristica territoriale: evidenze, opportunità e prospettive" ha rappresentato un importante momento di confronto sui nuovi modelli di assistenza di prossimità, sulle politiche sanitarie e sociali rivolte alla popolazione anziana e sulle prospettive di ricerca nell'ambito dell'infermieristica di famiglia e comunità.

Di Redazione

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Age-It
Alberto Dal Molin durante i lavori del convegno

credits © Archivio UPO

Lunedì 15 dicembre, presso il Centro Congressi di Alessandria, si è tenuta la conferenza "L'assistenza infermieristica territoriale: evidenze, opportunità e prospettive", organizzata  dall'Università del Piemonte Orientale nell'ambito del progetto Age-It – Ageing Well in an Ageing Society, in collaborazione con l'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Alessandria.

L'evento ha rappresentato un importante momento di confronto sui nuovi modelli di assistenza di prossimità, sulle politiche sanitarie e sociali rivolte alla popolazione anziana e sulle prospettive di ricerca nell'ambito dell'infermieristica di famiglia e comunità. Il programma si è incentrato su quattro tematiche: i valori etici e professionali che guidano il cambiamento dell’assistenza territoriale; le politiche sanitarie e sociali in risposta ai bisogni emergenti della popolazione anziana; la ricerca e l'innovazione nell'infermieristica di famiglia e comunità; le strategie di cambiamento per l'evoluzione dei servizi territoriali.

Dopo i saluti iniziali del sindaco di Alessandria Giorgio Abonante e del professor Luigi Castello, in rappresentanza del rettore dell'UPO Menico Rizzi, sono intervenuti numerosi esperti provenienti dal mondo accademico, sanitario e della ricerca.

Tra questi: Alberto Dal Molin (DIMET UPO), Beatrice Mazzoleni (Segretaria Nazionale FNOPI), Renato Balduzzi (Università Cattolica del Sacro Cuore), Aleksandra Torbica (Università Bocconi di Milano), Fabrizio Faggiano (DISSTE UPO), Gaia Magro (Università degli Studi di Udine), Isabella Santomauro (DIMET UPO), Laura Formenti (Università di Milano Bicocca), Sara Campagna (Università di Torino), Guglielmo Pacileo (Direttore S.C. Governo Clinico Qualità Ricerca ASL AL e Direttore Centro Studi Internazionale Management Sanitario DAIRI), Lorella Gambarini (Direttore S.C. Direzione delle Professioni Sanitarie AOU AL), Erika Bassi (DIMET UPO), Tatiana Bolgeo (Dirigente Unità di Ricerca Professioni Sanitarie DAIRI, AOU AL e Direttore Centro Studi Professioni Sanitarie DAIRI). Le tre sessionin cui si sono articolati i lavori sono state moderate da Giovanni Chilin (Presidente OPI Alessandria) e Erica Busca (DIMET UPO).

La conferenza si è conclusa con una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Sara Fisichella, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle professioni sanitarie, delle associazioni e delle istituzioni. Sono intervenuti Gaetano Auletta (Tutor professionale CdS SCIO, UPO), Ginetto Menarello (Presidente Associazione Infermieri di famiglia e di comunità), Jessica Longhini (Presidente dell'Associazione dei Servizi Territoriali e Residenziali Nazionali), Mara Scagni (Responsabile Cittadinanzattiva APS Alessandria e Vice Segretario Regionale), Maria Elisena Focati (Direttore S.C. Direzione delle Professioni Sanitarie, ASL AL), Monica Pianura (Vice Presidente OPI Alessandria). I lavori si sono chiusi con i saluti dell'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi.

L'invecchiamo della popolazione rappresenta un fenomeno senza precedenti nella storia umana e ha un impatto pervasivo su tutti i settori: famiglie, economia, welfare, esigenze abitative e infrastrutturali. In tutta Europa l'aspettativa di vita è in costante crescita, ma l'Italia si distingue per essere una delle società tra le più anziane al mondo.

Il progetto Age-It, finanziato con fondi PNRR e coordinato dall'Università di Firenze, affronta il tema dell'invecchiamento con un approccio transdisciplinare. Tra i partner, l'Università del Piemonte Orientale svolge un ruolo strategico nello studio dell'infermieristica di famiglia e comunità, con lo scopo di approfondire il contributo di questa figura nel miglioramento dell'assistenza infermieristica territoriale.

L'invecchiamento demografico pone nuove sfide ma apre anche importanti opportunità; Age-It mira a determinare un salto di qualità nella ricerca sull'invecchiamento, trasformando l'Italia in un vero e proprio laboratorio empirico per lo sviluppo di soluzioni innovative a supporto della sostenibilità e del benessere delle società che invecchiano.

È stato chiaro da subito il contributo che l'infermiere offre in un contesto di cambiamento: la preparazione professionale è adeguata, e lo sarà sempre più, alle mutate esigenze della collettività, ma il contesto non è ancora pienamente pronto a valorizzare le professioni sanitarie territoriali.

"I nostri studi hanno prodotto risultati dai quali emergono alcune raccomandazioni per migliorare l’assistenza territoriale" - evidenzia Alberto Dal Molin - "La prima riguarda il mantenimento di standard formativi elevati: l'infermiere che si occupa di infermieristica di famiglia e comunità deve avere una formazione aggiuntiva rispetto alla laurea triennale, con standard omogenei a livello nazionale. È inoltre fondamentale integrare questa figura nei sistemi delle cure primarie, valorizzandone adeguatamente il ruolo e riconoscendone la sua funzione educativa e preventiva. Le nostre ricerche hanno anche evidenziato l'importanza del caregiver, che deve essere considerato un coprotagonista dei processi di cura, e il ruolo della tecnologia, che può migliorare la presa in carico dei pazienti, soprattutto nelle aree più lontane dai centri di cura".  

Giovanni Chilin, presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Alessandria sottolinea come "l'infermiere sia al centro del progetto Age-It: le lauree magistrali ad indirizzo clinico, il ruolo all'interno della filiera assistenziale e i nuovi modelli organizzativi innovativi, basati sull'interprofessionalità, confermano la leadership di una professione attorno alla quale ruota il cambiamento dell'assistenza sul territorio".

Per Maria Elisena Focati, Direttore S.C. Direzione delle Professioni Sanitarie dell'Asl di Alessandria, "l’infermiere di famiglia e comunità rappresenta oggi il fulcro della multiprofessionalità,in quanto lega in modo proattivo i bisogni del singolo, della famiglia e della collettività, favorendo l’integrazione tra ambito sanitario e sociale. Mantenere le persone il più a lungo possibile al proprio domicilio significa contribuire non solo al loro benessere ma anche alla sostenibilità socio-economica del sistema".

Affrontare l'invecchiamento in modo sano e attivo è possibile: non conta l'età anagrafica, ma la capacità di intercettare i bisogni delle persone. In questo percorso, l'infermiere di famiglia e comunità può e deve rappresentare un punto di riferimento fondamentale sul territorio.

    Ultima modifica 19 Dicembre 2025

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