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Afghanistan: università chiuse per le donne. Apriamo le porte degli atenei italiani. Appello di D.i.Re
D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza lancia un appello ai rettori e alle rettrici italiani: apriamo le nostre università alle studentesse e alle ricercatrici afghane. Restituiamo dignità alle intelligenze di un paese sotto scacco. L'appello è stato raccolto anche dalla CRUI.
Di Leonardo D'Amico
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La Commissione sulle tematiche di genere della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane promuove la diffusione dell'iniziativa di D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza a favore dell'accoglienza nei confronti delle donne afghane, vittime delle privazioni di alcuni dei diritti fondamentali come per esempio quello a una libera istruzione.
Anche l'Università del Piemonte Orientale ha deciso di appoggiare e diffondere questo appello. Eccone il testo:
D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza lancia un appello ai rettori e alle rettore italiani: apriamo le nostre università alle studentesse e alle ricercatrici afghane. Restituiamo dignità alle intelligenze di un paese sotto scacco.
Un’ulteriore, ultima stretta sulla libertà delle donne in Afghanistan: il divieto assoluto di frequenza delle università, che arriva meno di tre mesi dopo che migliaia di ragazze e donne hanno sostenuto gli esami di ammissione all’università in tutto il Paese. La scorsa primavera i talebani avevano già vietato alle studentesse di frequentare la scuola oltre il sesto grado, l’equivalente della nostra prima media.
La libertà delle donne è ostaggio di un regime che le ha rapidamente escluse dalla vita pubblica e dall’istruzione, preparando così il terreno per un futuro di oblio per tutte le donne afghane.
D.i.Re -Donne in Rete contro la violenza ritiene fondamentale costruire una rete istituzionale di accoglienza, perché la cultura non sia fermata dal potere dispotico e invita le istituzioni accademiche a confrontarsi per rendere possibile il desiderio delle donne afghane di studiare e di vivere libere dall’oppressione di un potere che cancella ogni libertà.
“Il nostro appello alle rettore e ai rettori vuole essere un segno per tutte le istituzioni. Non si può restare ferme davanti all’oppressione e all’annullamento delle libertà fondamentali” dichiara Antonella Veltri, Presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. “Aprire simbolicamente e concretamente le nostre facoltà alle donne che riusciranno ad arrivare è una risposta vera per valorizzare le intelligenze e per ribadire che la libertà delle donne è un elemento essenziale per la costruzione di un futuro dignitoso per tutte” continua Veltri. “Fino a quando – da qualche parte nel mondo – la libertà delle donne è tenuta ostaggio del potere, il futuro sarà a rischio” conclude la Presidente.
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Ultima modifica 23 Dicembre 2022
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