Logo UPO, Università del Piemonte Orientale
Main content
Argomento
Scienza e Ricerca

ALPSTREAM per la “Riqualificazione e riconnessione di risorgive afferenti al Torrente Pellice”

I ricercatori UPO e UNITO mirano ad aumentare il numero e la qualità ambientale dei siti riproduttivi per la fauna ittica

Di Leonardo D'Amico

Data di pubblicazione

ALPSTREAM per la “Riqualificazione e riconnessione di risorgive afferenti al Torrente Pellice”
ALPSTREAM per la “Riqualificazione e riconnessione di risorgive afferenti al Torrente Pellice”

La Regione Piemonte ha pubblicato l’elenco dei progetti finanziati all’interno del bando regionale per interventi di riqualificazione fluviale (DGR 15-475 dell’8 novembre 2019 e bando pubblico approvato con DD 551/A1604A del 13 novembre 2019) e il progetto “Riqualificazione e riconnessione di risorgive afferenti al Torrente Pellice” – curato per l'Università del Piemonte Orientale dal ricercatore Alberto Doretto nell'ambito delle attività del DISIT – è stato approvato e ammesso al finanziamento.

Il progetto è stato promosso dall’Associazione per la Tutela degli Ambienti Acquatici e Ittiofauna (ATAAI-ODV) in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino e i comuni di Luserna San Giovanni, Torre Pellice e Villar Pellice. È prevista la realizzazione di una serie di interventi volti a ripristinare la connessione tra alcune risorgive e il torrente Pellice, al fine di aumentare il numero e la qualità ambientale dei siti riproduttivi per la fauna ittica.

In questo contesto, il Centro per lo Studio dei Fiumi Alpini/ALPSTREAM, che coinvolge i gruppi di ricerca in Ecologia fluviale del Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica dell’UPO e del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, ha svolto un ruolo di primo piano sin dalle fasi iniziali del progetto, al cui interno viene elencato come partner tecnico-scientifico.

    Ultima modifica 6 Settembre 2022

    Leggi anche

    Un manoscritto inedito sulle opere biologiche di Aristotele identificato a Vercelli: la scoperta del DISUM pubblicata su Aristotelica

    La scoperta del manoscritto aristotelico da parte di un team di ricerca del DISUM apre nuove prospettive sulla conoscenza delle scienze biologiche nei secoli di attività dell’antica Università di Vercelli (XIII-XIV).

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 03 Agosto 2026

    Un'immagine del manoscritto

    Il miele di coriandolo per rigenerare l’osso umano. Studio UPO cover story della rivista Pharmaceuticals

    Uno studio dell'Università del Piemonte Orientale ha conquistato la cover story della prestigiosa rivista internazionale Pharmaceuticals (MDPI). La ricerca, firmata dai ricercatori del DISIT Simona Martinotti, Elia Ranzato e Gregorio Bonsignore, dimostra come le proprietà molecolari del miele di coriandolo siano in grado di stimolare e accelerare i processi di differenziamento degli osteoblasti umani e di mineralizzazione della matrice ossea attraverso il segnale del calcio intracellulare. Un risultato che apre nuove prospettive nell'ingegneria tissutale e nei biomateriali.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 30 Luglio 2026

    Pharmaceuticals, Volume 19, Issue 7

    Linfoma mantellare: su Journal of Clinical Oncology lo studio UPO che ridisegna il mantenimento clinico

    La rivista Journal of Clinical Oncology ha pubblicato lo studio TRIANGLE sul linfoma mantellare, con il professor Marco Ladetto (UPO) come primo autore. La ricerca dimostra che la combinazione di Ibrutinib e Rituximab rappresenta la strategia di mantenimento clinico ideale per i pazienti affetti da questa grave malattia. Il risultato conferma l’eccellenza scientifica dell’Ateneo, evidenziando il prezioso contributo della giovane assegnista di ricerca dottoressa Rita Tavarozzi.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 30 Luglio 2026

    Journal of Clinical Oncology

    Dichiarare il clima un’emergenza OMS: svolta politica o strumento inadeguato? Su Le Scienze intervista al professor Barone Adesi

    In un’intervista a Le Scienze, il professor Francesco Barone Adesi (DISSTE) analizza la proposta di far dichiarare all’OMS la crisi climatica come Emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC). Finora applicato solo a epidemie infettive, questo status accenderebbe i riflettori politici sulla salute e sbloccherebbe aiuti immediati. Tuttavia, la PHEIC è un meccanismo temporaneo e mal si adatta alla natura strutturale del cambiamento climatico, che necessita invece di risorse stabili, interventi di mitigazione e piani anti-calore a lungo termine.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 22 Luglio 2026

    Crisi climatica ed emergenza sanitaria