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Nuovi farmaci e cosmetici per proteggere la cute grazie alla molecola del peperoncino

L'efficacia della ricerca di Marta Serafini è stata riconosciuta con un premio internazionale della European Federation for Medicinal Chemistry e dalle aziende che ne useranno il brevetto

Di Leonardo D'Amico

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Marta Serafini
Marta Serafini

Marta Serafini sta completando il dottorato in Chimica farmaceutica presso i laboratori del Dipartimento di Scienze del farmaco a Novara; nei giorni scorsi le è stato assegnato il riconoscimento della European Federation for Medicinal Chemistry (EFMC-YSN PhD Prize) dedicato a dottorandi particolarmente meritevoli che si siano distinti per le loro ricerche nel campo della chimica farmaceutica. La dott.ssa Serafini riceverà il riconoscimento e avrà l'opportunità di presentare le proprie ricerche durante il congresso internazionale di EFMC che si terrà a Basilea nel mese di settembre del 2021.

«Questo progetto di ricerca – ci spiega la dottoressa Serafini – è nato quando ero ancora studentessa e stavo svolgendo la tesi sperimentale nel laboratorio coordinato dalla professoressa Tracey Pirali. Il progetto aveva lo scopo di migliorare la finestra terapeutica della capsaicina, una molecola nota per essere il principio pungente del peperoncino. Questa molecola viene usata per via topica per il dolore cronico, tuttavia ha degli effetti collaterali che ne limitano l'utilizzo. A partire dalla sua struttura, quindi, ho sintetizzato composti che contenessero una funzione labile al loro interno, in modo che venissero facilmente distrutti dopo l’applicazione sulla pelle, evitando così gli effetti collaterali che hanno da sempre limitato l’uso della capsaicina e di molecole analoghe

I composti sintetizzati nel Laboratorio di Chimica farmaceutica sono stati brevettati e se ne potrà prevedere sia un uso cosmetico sia terapeutico. Lo sviluppo del prodotto cosmetico è terminato e nel 2020 arriveranno sul mercato i primi prodotti per pelli sensibili che conterranno l'ingrediente funzionale. Il percorso di sviluppo di un farmaco, invece, necessità di un periodo di sperimentazione più lungo. L’azienda che sta utilizzando il brevetto, tuttavia, ha ricevuto sufficienti investimenti per completare lo sviluppo preclinico e nel caso i risultati fossero positivi la molecola sarà sviluppata per il prurito associato ad alcune malattie dermatologiche.

«Questi composti – spiega Marta Serafini – possono essere ottenuti attraverso la reazione di Passerini, una metodologia che permette di sintetizzare in tempi veloci moltissimi composti da poter testare. Nel settore chimico-farmaceutico questa reazione è poco utilizzata perché per l’appunto inserisce un estere, ovvero una funzione labile nella molecola, che la rende facilmente metabolizzabile dopo la somministrazione. Noi abbiamo deciso di sfruttare proprio questa debolezza per creare analoghi soft della capsaicina. Oltre alle capacità chimiche, è stata la capacità di collaborare con tanti altri gruppi che ci ha permesso di creare un network multidisciplinare e un progetto di successo.»

 

    Ultima modifica 25 Agosto 2022

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