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UE e Brasile a confronto: il regolamento anti-deforestazione sotto esame
Il 19 giugno a Vercelli la professoressa Flavia Trentini (USP) ha analizzato l’impatto del Regolamento UE 2023/1115 sulla deforestazione. L’incontro, promosso da Rossana Pennazio (DISSTE), ha evidenziato criticità e possibili conflitti con le regole del commercio globale.
Di Paola Brullo
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credits © UPO
Il 19 giugno, nel complesso San Giuseppe di Vercelli, si è svolta la lezione aperta dal titolo “L’impatto del Regolamento (UE) 2023/1115 dal punto di vista del Brasile”, nell’ambito del corso di Diritto agroalimentare tenuto dalla ricercatrice del DISSTE Rossana Pennazio, discussant dell’incontro insieme al dottor Stefano Rossa.
Ospite e relatrice dell’intervento è stata la professoressa Flavia Trentini dell’ Universidade de São Paolo, short visiting professor del Dipartimento. La professoressa Trentini svolge attività di ricerca e divulgazione principalmente sui temi dello sviluppo rurale sostenibile e del contrasto al degrado forestale e, in quest’ottica, ha spiegato agli studenti e ai cittadini intervenuti il Regolamento 2023/1115, che introduce nuovi obblighi per quanto riguarda l’esportazione e l’importazione di materie prime e prodotti associati alla deforestazione e al degrado forestale. In particolare, la normativa in oggetto estende i propri effetti anche a Paesi non facenti parte dell’Unione Europea, come il Brasile.
Il paese sudamericano, nel 2023, ha rappresentato circa il 13% del volume finanziario delle importazioni dell’Unione Europea relative alle commodity rientranti nell'ambito di applicazione del Regolamento ed è attualmente qualificato dalla medesima UE come “Paese a rischio medio”, sebbene oltre il 93% della superficie disboscata nel 2023 presenti delle irregolarità: si constata, ad esempio, un tasso di disboscamento illegale particolarmente alto nei principali biomi dell'Amazzonia e del Cerrado.
Queste osservazioni sono alla base della principale critica mossa al Regolamento, ovvero quella che lo considera una normativa unilaterale: il provvedimento costituisce infatti un esempio di politica climatica adottata dall’UE senza coordinamento multilaterale, il che potrà generare tensioni con le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Ultima modifica 25 Giugno 2025
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