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Al Parco della Fantasia di Omegna, una giornata tra fantasia, storia e territorio

Si è tenuta la prima delle due uscite previste dalla Challenge 2026 che coinvolge studenti e studentesse del corso di laurea GASS (DISSTE): l’esperienza didattica si è articolata tra il Parco Fantasia e le vie di Omegna, ripercorrendo i luoghi di Gianni Rodari e culminando con una visita al MOCA.

Di Paola Brullo

Data di pubblicazione

Foto di gruppo: studenti e studentesse del corso Paesaggio, turismo e sostenibilità con Alberto Poletti (direttore Parco Fantasia) e con la professoressa Stefania Cerutti
Foto di gruppo con il direttore del Parco Alberto Poletti e con la professoressa Stefania Cerutti

credits © UPO

Martedì 17 marzo un gruppo di studenti e studentesse del corso Paesaggio, turismo e sostenibilità (GASS – DISSTE), tenuto dalla professoressa Stefania Cerutti, ha preso parte a una giornata didattica presso il Parco della Fantasia Gianni Rodari, nel cuore della città di Omegna. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Challenge 2026 "Cultura dell’avventura, avventura della cultura. I parchi come dispositivi territoriali" ed è stata la prima delle due uscite programmate con l’obiettivo di coniugare apprendimento, scoperta del territorio e stimolo creativo.

La giornata ha avuto inizio alle ore 10.00 con l’arrivo degli studenti presso il Parco, dove il personale ha accolto il gruppo accompagnandolo all’interno della struttura. Dopo una breve introduzione curata dal direttore Alberto Poletti, i partecipanti sono stati guidati alla scoperta del contesto culturale e territoriale legato alla figura di Gianni Rodari.

La mattinata è proseguita con una suggestiva passeggiata per le vie della città, un percorso che ha unito narrazione e paesaggio. Il tragitto ha preso avvio dall’ex acciaieria Cobianchi, oggi sede del Parco, per poi svilupparsi lungo il fiume Nigoglia, noto per il suo corso “al contrario”. Attraverso filastrocche, giochi di parole e racconti, gli studenti hanno attraversato luoghi simbolici come il centro cittadino, il lungolago, la zona “Vaticano”, fino a raggiungere la casa natale di Rodari e le scuole elementari da lui frequentate.

Momento centrale della mattinata è stata la visita al Museo Rodari, dove il percorso espositivo multimediale ha permesso di esplorare la vita e le opere dell’autore in modo coinvolgente e interattivo. Tra installazioni digitali, contenuti audiovisivi e testi animati, gli studenti hanno potuto ascoltare alcune celebri favole e approfondire il contesto storico e culturale in cui lo scrittore ha operato.

Dopo la pausa pranzo, le attività sono riprese nel pomeriggio con la visita al MOCA - Museo omegnese del casalingo. Situato presso il Forum cittadino, il Museo racconta la storia industriale del territorio attraverso una ricca collezione di oggetti di uso quotidiano prodotti da aziende storiche come Alessi, Bialetti e Lagostina.

La visita si è articolata tra una sala digitale, uno spazio analogico e un archivio storico, offrendo un’esperienza immersiva capace di restituire l’atmosfera del dopoguerra italiano, periodo di grande sviluppo economico e culturale. Attraverso un approccio multimediale, il museo ha evidenziato il legame tra innovazione industriale e vita quotidiana.

La giornata si è conclusa nel pomeriggio con la ripartenza del gruppo, lasciando nei partecipanti un’esperienza ricca di stimoli culturali e riflessioni sul rapporto tra territorio, memoria e creatività.

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Discorso introduttivo di Alberto Poletti. Sulla destra, la professoressa Stefania CeruttiUn momento della visita al MOCAUn momento della visita al MOCAUn momento della visita al MOCA

    Ultima modifica 18 Marzo 2026

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