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DIGSPES e UEPE: un incontro sull'esecuzione penale esterna
Il DIGSPES ha ospitato il direttore dell'UEPE di Alessandria per un incontro dedicato all'esecuzione penale esterna e alla finalità rieducativa della pena. Un'iniziativa che rafforza la collaborazione tra UPO e amministrazione giudiziaria, anche con l'obiettivo di ampliare le opportunità di tirocinio formativo per le studentesse e gli studenti.
Di Chiara Pinguello
Data di pubblicazione
credits © UPO
Si è svolto l'11 dicembre, presso il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali (DIGSPES), un incontro di formazione e di orientamento con Andrea Pavese e Zaira Rullo, rispettivamente direttore e funzionaria dell'Ufficio per l'Esecuzione Penale Esterna (UEPE) di Alessandria.
L'iniziativa, organizzata da Alessandro Provera e Davide Servetti, professori associati rispettivamente di Diritto penale e Diritto costituzionale dell'UPO, ha rappresentato un'occasione di approfondimento sul ruolo dell'UEPE nell'ambito dell'amministrazione giudiziaria e sulle trasformazioni in atto nel sistema dei trattamenti sanzionatori italiano.
Durante l'incontro - rivolto in particolare agli studenti del secondo anno di Giurisprudenza - sono stati illustrati i compiti e le funzioni dell'Ufficio per l'Esecuzione Penale Esterna, che si occupa della gestione delle misure alternative alla detenzione e della messa alla prova, garantendo il monitoraggio e il supporto delle persone che scontano un trattamento sanzionatorio fuori dal carcere. Particolare attenzione è stata dedicata all'evoluzione del sistema penitenziario alla luce della progressiva attuazione del principio costituzionale concernente la finalità rieducativa della pena. "Proprio quest'anno - hanno ricordato Servetti e Provera - sono ricorsi i cinquant'anni dalla riforma dell'ordinamento penitenziario operata con la legge n. 354/1975, che per prima impresse una direzione chiara nel senso della 'costituzionalizzazione' del sistema delle pene. Si tratta di un cammino lungo, accidentato e ancora in corso, rappresentando la tendenza delle pene a perseguire la risocializzazione e il reinserimento di chi ha compiuto un reato, una tensione costante, difficile, tra le più sfidanti dell'ordinamento. Da un lato, possiamo registrare i passi avanti, ai quali ha certamente contribuito l'introduzione progressiva di sempre più numerose e rilevanti modalità di esecuzione esterna (che ormai riguarda un numero di persone più che doppio rispetto a quelle detenute in carcere e incide in misura crescente sul lavoro dei professionisti e degli operatori della giustizia); dall'altro, dobbiamo constatare il generale aggravarsi delle condizioni carcerarie, nonché una storica e mai sopita abitudine del legislatore a moltiplicare le fattispecie di reato e a innalzare le soglie edittali. L'incontro con l'UEPE ha confermato la necessità, anzitutto per i nostri studenti, di portare a questi problemi uno sguardo critico e non semplificatorio, capace di comprenderne la complessità e, dunque, sia i percorsi di successo sia quelli regressivi".
L'incontro ha inteso consolidare la collaborazione tra UEPE e DIGSPES, formalizzata attraverso una convenzione che ha già consentito l'attivazione di tirocini formativi per gli studenti del Corso di Laurea in Servizio Sociale. L'obiettivo è ora quello di estendere questa opportunità anche agli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza, offrendo loro la possibilità di un'esperienza formativa diretta presso le strutture dell'amministrazione giudiziaria.
Un momento dell'incontro sull'esecuzione penale esterna Da sinistra: Andrea Pavese, Zaira Rullo e Davide Servetti © UPO
Ultima modifica 12 Dicembre 2025
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